ATTIVITA'

 

Le attività dell’Associazione  sono state, e sono, molteplici:

  • Assistenza sociale, consulenza, accompagnamento rivolte a famiglie straniere o a singoli stranieri residenti nel Comune di Passirano e, in alcuni casi, nei Comuni limitrofi.
  • Laboratori teatrali, e non teatrali,  finalizzati all’educazione interculturale svolti nelle scuole elementari e medie della zona.
  • Doposcuola o centri di aggregazione giovanile, finanziati dalla Regione tramite la legge 23/99, finalizzati al supporto e al recupero scolastico dei minori stranieri e italiani.
  • Spazi gioco per bambini in età prescolare ed attività rivolte ai genitori come sostegno alla genitorialità.
  • Attività di mediazione e facilitazione linguistica rivolte a gruppi di alunni stranieri svolta nelle scuole elementari e medie della zona.
  • Corsi di lingua italiana per adulti stranieri e per donne straniere.
  • Corsi professionali per donne straniere.
  • “Centro di formazione e documentazione interculturale” finanziato dalla Regione tramite la legge 22/93 con annessi sportello di consulenza per operatori della scuola, redazione di un periodico e corsi di formazione per insegnanti, volontari ed operatori sociali, sempre sulle problematiche relative all’accoglienza e all’inserimento sociale e scolastico dei minori stranieri.
  • “Centro raccolta, riciclo, smistamento” (mercatino dell’usato) di abiti, suppellettili per la casa, mobili.
  • “Festa dei popoli” annuale con musica e cibi etnici, realizzata per sensibilizzare la popolazione alla conoscenza delle altre culture.
  • Partecipazione alla “Consulta della solidarietà” e al “Tavolo per la pace” di Passirano, a mercatini alternativi e a feste multiculturali organizzati anche in altri paesi.

Sono tre i progetti che l’Associazione intende ampliare e/o avviare:

  1. L’ampliamento del Centro Raccolta (mercatino dell’usato). In 8 anni di gestione abbiamo constatato che la domanda supera abbondantemente l’offerta. Attualmente il mercatino copre una superficie di poco più di 150 metri quadrati. Anche se viene costantemente riordinato dalle volontarie dell’Associazione, spesse volte accade che dobbiamo rinunciare ad andare a prendere i mobili usati che ci vengono offerti per mancanza di spazio. L’ampliamento del mercatino, tuttavia , presuppone una spesa che l’Associazione non può sostenere con il piccolo contributo richiesto agli acquirenti, per il 99% stranieri. Devono quindi essere esaminate tutte le possibilità di finanziamento, inoltre deve essere aumentato l’organico dei volontari. Deve quindi essere reimpostata la gestione complessiva del mercatino, magari creando la possibilità di lavoro a una o due persone in difficoltà finanziaria che si occupino di andare a prelevare i mobili, di aggiustarli se non proprio in perfetto stato e di consegnarli presso l’abitazione degli acquirenti. Tutto ciò comporta un locale molto più vasto, un’organizzazione più attenta e più “rigida”(attualmente infatti non tutti, per varie ragioni, danno all’Associazione il contributo richiesto ), un organico di volontari più numeroso e soprattutto, il reperimento di un finanziamento iniziale.
  1. L’Associazione ha tra i propri scopi statutari “lo sviluppo di una propria editoria associativa per mezzo della quale far conoscere, informare e far discutere sulle varie tematiche di ordine sociale, giuridico, politico che possono riguardare i lavoratori stranieri, nonché sulla diffusione e conoscenza di contenuti culturali relativi ai Paesi di origine degli stranieri residenti nel territorio” , inoltre,”la promozione di un gruppo di studio e di ricerca didattica sul tema dell’educazione interculturale da proporre alle istituzioni scolastiche interessate”. In parte l’Associazione  è già attrezzata per poter realizzare questo obiettivo (vedi il periodico “PANGEA”). Svolgendo però attività di facilitazione linguistica nelle scuole, ci si è resi conto, anche per i problemi espressi da molti insegnanti, che la difficoltà maggiore che coinvolge gli alunni stranieri è il passaggio dalla lingua della comunicazione alla lingua dello studio, troppo astratta e troppo lontana dalle loro concettualizzazioni. E’ soprattutto per questa ragione che difficilmente i ragazzi stranieri scelgono di frequentare una scuola che vada oltre la scuola professionale, ed anche nella scuola professionale molti vengono bocciati già il primo anno , causando l’abbandono della scuola e con esso la possibilità di migliorare le loro future condizioni di vita. Il nostro progetto consiste appunto in questo: creare gli strumenti adeguati affinché anche i ragazzi stranieri possano affrontare  lo studio delle discipline scolastiche (per ora storia, geografia, scienze) costruendo un curricolo a loro accessibile, applicando criteri di selezione e di spiegazione dei concetti basilari, e di semplificazione del lessico e della sintassi. Questo progetto richiede una preparazione sia epistemologica-disciplinare, sia linguistica. Noi pensiamo di avere le risorse umane, la professionalità e l’esperienza per poterlo realizzare. Per ora, tuttavia, manca il finanziamento.
  1. Le donne straniere faticano a trovare un lavoro se non come badanti o colf, ma poche sono singol: la maggior parte di loro ha una famiglia e figli da accudire, quindi non possono essere a disposizione di un’altra famiglia 24 ore su 24. Hanno una famiglia che richiede la loro presenza a casa per la maggior parte della giornata, ma hanno anche un disperato bisogno di integrare il reddito del marito non più sufficiente a sostenere tutte le spese del nucleo familiare. Con un finanziamento della Provincia e del Comune di Rovato due anni fa abbiamo realizzato un corso professionale di taglio e cucito ed abbiamo acquistato tutta l’attrezzatura necessaria. Lo scopo era quello di dimostrare alle donne che hanno frequentato il corso che ci si può mettere insieme per crearsi un lavoro. L’idea è stata acquisita ma il progetto si è arenato per diverse difficoltà. E’ questo comunque un progetto da riprendere: le donne competenti nel saper tagliare e cucire e disponibili a costituire una cooperativa di lavoro ci sono, ma ciò non è sufficiente. Ci vuole una stilista “creativa” perché di abiti se ne trovano ovunque e a buon prezzo, ci vuole una modellista che sappia trasferire su carta il modello disegnato, ci vogliono tessuti particolari, ma soprattutto chi li sa scegliere, ci vuole una struttura in cui lavorare. C’è poi un campionario da preparare e i canali di vendita da cercare. E ci vogliono finanziamenti per iniziare.

 

Riusciremo a portare a termine questi tre progetti ?

Sappiamo che soprattutto il secondo e il terzo sono indispensabili per una reale integrazione sociale dei minori e delle donne straniere, ma la consapevolezza non basta!!!!

CHI CONDIVIDE I NOSTRI IDEALI ED IL NOSTRO IMPEGNO ED HA LA VOLONTA’ E LA POSSIBILITA’ DI AIUTARCI  SARA’ ACCOLTO A BRACCIA APERTE. NOI SIAMO QUI.